Home News Lusso e Ospitalità: l’impatto dell’assenza del turismo americano sul mercato europeo

Lusso e Ospitalità: l’impatto dell’assenza del turismo americano sul mercato europeo

by Feliciano Marcantonio

Lusso e Ospitalità: l’impatto dell’assenza del turismo americano sul mercato europeo

Il divieto temporaneo dell’Unione Europea che impedisce ai viaggiatori americani di viaggiare a causa dell’aumento di casi di Coronavirus negli Stati Uniti, danneggerà particolarmente le catene alberghiere che hanno sede in America e si rischia il fallimento dell’industria di settore di alto livello in Europa.

Si contano quasi 18 milioni di americani che hanno viaggiato nei Paesi europei durante il 2018, ultimo anno in cui si sono potuti rilevare dati completi forniti dall’Ufficio nazionale per i viaggi e il turismo degli Stati Uniti. Più di un terzo del volume annuale di spostamenti per turismo e lavoro è stato verso l’Europa durante l’alta stagione turistica estiva. Gli americani che viaggiano nei Paesi UE hanno rappresentato poco più del 20% nel 2019 secondo una dichiarazione rilasciata da un portavoce di Skift.

Un’estate in Europa senza turisti americani potrebbe non rappresentare un disastro collettivo per tutti gli operatori alberghieri, ma quasi sicuramente la peggio l’avranno le proprietà di fascia alta che sono già alle prese con una bassa occupazione a causa della pandemia.

Un brutto colpo per le catene alberghiere americane

Le catene alberghiere americane dovranno prepararsi a subire un brutto colpo mentre è possibile che altri brand, soprattutto nella fascia media non risentiranno, o in modo minimo, dell’impatto Covid-19. Questo è il pensiero di Nicolas Graf, socio presso il Jonathan M. Tisch Center of Hospitality della New York University.

Le strutture nel settore ospitalità, come Marriott e Hilton, accuseranno il colpo maggiore dovuto alla chiusura dei confini dell’Unione Europea per l’America in quanto si tratta di marchi che si affidano maggiormente ai viaggiatori statunitensi tramite programmi di fidelizzazione. Le più importanti catene di settore negli Stati Uniti operano nella fascia di lusso e super lusso del mercato alberghiero europeo per tale ragione sono anche i più danneggiati.

Questi settori stanno già subendo un duro colpo a causa del blocco per pandemia in quanto tendono a ospitare più viaggi di gruppo e di lavoro come conferenze ed eventi simili. Si tratta di due settori di mercato completamente fermi a causa delle linee guida che riguardano il distanziamento sociale. Le aziende che hanno sede in Europa, come la Accor, si rivolgono maggiormente ai settori di fascia media che si muovono all’interno della UE, come riferito da Graf.

Hilton non ha riportato dati sui viaggi specifici dagli Stati Uniti verso l’Europa, ma il 10% dell’intera attività globale proviene da viaggi intercontinentali, questo è stato confermato dal portavoce di Hilton a Skift. Aziende come AccorChoice Hotels e IHG hanno rifiutato di condividere dati di viaggio dall’America per i Paesi europei quindi non si hanno dati certi.

Le compagnie alberghiere che non subiscono danni

Il divieto di viaggiare per gli stati Uniti non può, comunque, avere un impatto negativo su Accor come invece avviene su altre compagnie. L’80% delle attività europee di quest’azienda proviene da viaggi interni all’Europa come riferito dall’amministratore delegato Sebastien Bazin durante un webinar tenuto per la New York University.

Il portavoce di IHG ha invece riferito che mentre gli Stati Uniti si rivelano un mercato importante per i viaggi in entrata verso l’Europa, le loro attività nei mercati della UE come il Regno Unito, la Germania e la Francia, risultano ancora più moderati per quanto riguarda i viaggi nazionali. Le decisioni che si stanno prendendo in Europa avranno sicuramente un grande impatto sul futuro prossimo del settore alberghiero per quanto riguarda i flussi di entrate.

Gli americani sono i principali clienti che portano guadagno in Europa e non gli stessi europei, infatti rappresentano l’8% del settore turistico europeo che conta ben 570 miliardi di dollari secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale per il turismo delle Nazioni Unite. La chiusura totale dell’Europa per i viaggiatori americani sta bloccando un’industria turistica europea che già è gravemente danneggiata, come dichiara Chekitan Dev, professore alla School of Hotel Administration di Cornell.

Lo studioso aggiunge che naturalmente la salute pubblica deve avere sempre la priorità su tutto, ma si deve anche trovare un modo più intelligente per fare una selezione dei viaggiatori americani in modo da permettere loro di continuare a viaggiare in Europa.

Data la pandemia in corso, Dev stima che i viaggi americani verso i Paesi UE sarebbero stati molto bassi quest’estate anche se i confini fossero rimasti aperti. Piuttosto che un divieto, altre misure di protezione come uno screening potenziato, la tracciabilità dei contatti e i controlli alle frontiere avrebbero potuto essere una valida opzione per far continuare l’industria turistica europea.

Un perno di occupazione

Anche se alcune aziende non si affidano al turismo proveniente dall’America per riempire le stanze d’albergo, le organizzazioni di viaggio europee non negano il ruolo importante che hanno gli Stati Uniti nel settore. Il turismo statunitense in Europa, infatti, ha un grande impatto sul fatturato e viene posizionato subito dopo la Cina, come dichiarato da Jennifer Iduh, responsabile della ricerca e dello sviluppo di European Travel Commission, allo Skift Forum Europe avvenuto di recente.

L’ETC non prevede viaggi internazionali in entrata dagli Stati Uniti nei prossimi mesi, portando le compagnie di viaggio a cercare alternative valide per colmare le mancanze di prenotazioni e fatturato. Questo significa un’enfasi ancora maggiore sui viaggi nazionali come ha dichiarato Karin Shepard, vicepresidente senior e amministratore delegato dell’Europa presso IHG, durante un diverso panel, Skift Forum Europa. Le nuove mete europee copriranno, almeno in parte, le mancanze di viaggiatori dagli Stati Uniti.

Le prossime decisioni dell’Unione Europea e l’andamento del Coronavirus nei prossimi mesi stabilirà le decisioni da prendere per quanto riguarda l’apertura e la chiusura dei confini per i viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti.

Sorgente: Lusso e Ospitalità: l’impatto dell’assenza del turismo americano sul mercato europeo – Hotel Nerds

You may also like

Leave a Comment