La zuppa della sposa

Piatto tradizionale degli sponsali di una volta, la zuppa della sposa veniva preparata qualche giorno prima delle nozze nella casa di lei, dopo aver chiamato a raccolta le donne più anziane del paese che gelosamente custodivano l’antica ricetta.


Non appena pronta era conservata in capienti zuppiere e trasportata, in corteo a suon di musica, sul luogo del banchetto il giorno del matrimonio.

Il brodo, portata sostanziosa a base di gallina, rispondeva ad un duplice scopo: quello di augurare fertilità e prosperità alla futura coppia e quello di rinvigorire lo sposo, di donargli tutta l’energia
necessaria per affrontare la prima notte di nozze.

Tante erano le varianti nella realizzazione di questo piatto tipico: nel Lancianese al consommé si aggiungevano crostini di pane fritto dorato, polpettine, scamorze e dadini di caciocavallo; nella zona dell’attuale Parco Nazionale d’Abruzzo invece vi erano verdura cotta, pezzetti di mozzarella e uova sode.

A Barrea in particolare venivano utilizzati diversi tipi di carne e, in aggiunta del vino bianco di Puglia, ad alta gradazione alcolica, pane casereccio non salato e tostato, un po’ di indivia.


Ricetta. Ingredienti per il brodo:

carne di gallina, manzo, pollo, 1 gambo di seda-
no, 1 carota, 1 cipolla, indivia q.b.; per le polpettine: 500 g di vitellone macinato,
2 uova, 4 cucchiai di parmigiano, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo, sale.
Preparazione: In un pentolone d’acqua bollente ponete la carne per il brodo,
arricchendo con carota, cipolla e sedano.

Fate sgrassare abbondantemente, a fuoco lento, e aggiungete l’indivia a striscioline, fino a rendere corposo il tutto.


Salate secondo i vostri gusti.

Predisponete intanto l’impasto per le polpettine con il macinato, il parmigiano, le uova, l’aglio, il prezzemolo e una manciata di sale, poi formate delle piccole palline da immergere nel brodo gia in cottura.

A parte cuocete uova sode, e sbriciolatele dopo averle fatte raffreddare;

tagliate a pezzettini delle scamorze passite e abbrustolite il pane a dadini.

Ci siamo quasi…

Portate a cottura il brodo e tuffateci tutti gli ingredienti appena sminuzzati: servite in tavola, chiudete gli occhi, assaggiate e iniziate il vostro viaggio nel tempo alla scoperta della nostra storia!